Pg_1 - GiorgioFornasier

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Questo sogno è stato accantonato per molti anni, perché avevano preso poi il sopravvento la musica beat ed il fatto che nei cori cantavo nel ruolo di basso, dopo aver cambiato voce con l’adolescenza. Ma nel mio cuore il sacro fuoco covava assieme ad una speranza che si è poi realizzata all’età di 40 anni.

Nel 1984 la Regione Veneto organizzò assieme al Comune di Vittorio Veneto la "Semana Veneta de São  Paulo" presso il noto ristorante italiano Alameda Park da Massimo. Furono invitati per allietare le serate gastronomiche I Belumat assieme al loro giovane amico il fisarmonicista Ivano Battiston. Il solo repertorio veneto non soddisfaceva certo il pubblico presente, fatto prevalentemente da discendenti di italiani provenienti dal sud del nostro paese. Io e Ivano ci mettemmo a disposizione della direzione del ristorante ed improvvisammo un repertorio di canzoni note italiane, compresi alcuni classici del repertorio napoletano. Nell’affrontare questi brani impegnativi mi resi conto che non avevo difficoltà a salire con la voce. Nel fare per esempio un La acuto squillante sulla canzone "Tu ca nun chiagne", mi sorse qualche dubbio sugli oltre 25 anni passati a cantare nel ruolo di basso.

Rientrato a casa, su consiglio di amici musicisti, chiesi appuntamento alla soprano americana Pamela Hebert, insegnante di canto presso il Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia, che per mia fortuna abitava vicino a Feltre. Feci una accurata audizione e alla fine Pamela mi disse che ero un tenore lirico, niente di straordinario, ma avevo una buona voce ed un buon timbro. Mi sarei messo a piangere nel rendermi conto di tutto il tempo buttato via e che ora il mio sogno poteva diventare realtà alla non più tenera età di 40 anni. Nel notare la mia forte delusione, Pamela mi incoraggiò, sapendo le buone basi musicali e vocali da me acquisite nel tempo e diede la sua disponibilità per darmi delle lezioni. Così ho cominciato a studiare regolarmente sotto la sua guida ed a fare esercizi di vocalizzo regolari a casa. La voce ha cominciato a prendere corpo, rotondità e sicurezza sugli acuti ed ho imparato a sostenere il canto sul fiato, senza affaticare la gola.

Il mio debutto in pubblico avvenne con la musica sacra in due concerti tra la fine di luglio ed i primi giorni di agosto del 1989. Mi invitò l’organista ed amico di Feltre Maestro Pio Sagrillo, che doveva presentare un concerto per organo e tromba, assieme al trombettista olandese Willem Frieswyk, nelle chiese di Rivamonte Agordino e di Taibon Agordino. Eseguii solo tre brani, ma la sorpresa del pubblico fu grande, nel vedermi in quella veste insolita e con una voce impostata, diversa da quella pur gradevole esibita con I Belumat.




Ritratto fatto a Giorgio Fornasier durante un suo concerto
a Norwich in Inghilterra nel 1993.


ASCOLTO:
Il primo brano di questo riporta la mia interpretazione dell’Ave Maria di Charles Gounod eseguita il 2 agosto 1989 nella chiesa di Taibon Agordino con Pio Sagrillo all’organo.

di Charles Gounod « Ave Maria »


 
 
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